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sabato 21 aprile 2018

LATERZA, 10 IN CONDOTTA SLOW FOOD.




di Nicola NATALE

Alle 21 sedi locali slow food in Puglia dette “condotte” si aggiunge quella di Laterza. 
L’ufficializzazione mercoledì 18 aprile nella sala cavallerizza del Palazzo marchesale con il sindaco Gianfranco Lopane, Salvatore Pulimeno, segretario di slow food Puglia ed il fiduciario Pasquale Carbone. 
E’ un'altra piccola tessera che si aggiunge al continuo sforzo di valorizzazione e promozione portato avanti dall’amministrazione laertina per consolidare e qualificare il turismo nell’entroterra tarantino. 
Le condotte declinano localmente i valori propri dell’associazione nata del 1989 con Carlo Petrini, vale a dire ridare il giusto valore al cibo, nel rispetto di chi lo produce ed in armonia con l’ambiente.  
Per questo organizzano itinerari gastronomici, visite ai produttori, corsi di educazione al gusto e danno supporto ai mercati contadini. Un marchio slow food può far cambiare un itinerario turistico a volte o determinarlo
Primo appuntamento quindi a Laterza sabato 21 aprile sotto il mercato coperto in piazza Plebiscito tra le 17 e le 21. 
L’evento, dedicato al grano tenero ed alla farina, ospiterà un laboratorio del gusto per i bambini, una dimostrazione di molitura con una macina in pietra oltre ad una presentazione e degustazione di prodotti locali. 
Non si poteva iniziare diversamente visto che Laterza ha fondato sul suo pane (ottenuto da semola rimacinata di grano duro) e sulla sua carne cotta al fornello buona parte della sua economia.


LATERZA Da sx Pasquale Carbone (fiduciario Slow Food) Gianfranco Lopane sindaco di Laterza, Salvatore Pulimeno, segretario Slow Food Puglia.

Ma sono tante le piccole produzioni tradizionali che vanno conosciute e recuperate” ha detto Pulimeno chiarendo anche il significato del termine “presidio slow food”. 
Sul “cibo buono pulito e giusto” ha messo l’accento Carbone cui spetterà il compito di animare la condotta non solo a Laterza ma anche a Ginosa
Conclusioni affidate al sindaco Lopane il quale ha ancora una volta sottolineato l’esigenza di collaborazioni a diversi livelli. “Non è  più sufficiente un’amministrazione comunale o vari enti locali, sono necessarie associazioni come Slow Food e più partenariati per animare un territorio”. 
E’ un esperimento” ha aggiunto il sindaco “ma è portato avanti da persone che realmente credono in quello che fanno”. 
Tutto sulla scia del club di prodotto tra imprese locali destinate alla creazione di un prodotto turistico specifico. 
Nel caso di Laterza i prodotti sono stati due Sapori di Laterza e Slow Discovery raggruppati nello slogan “Laterza terra di scoperte”. Slow Food ora ci aggiunge la sua chiocciolina. “Un passo decisivo” ha concluso Lopane “verso la notorietà di un angolo ancora poco conosciuto della Puglia”.

RUN4SAFETY, LA GINOSA-MILANO PER DIRE BASTA ALLE MORTI SUL LAVORO.

GINOSA - Da sx Vito Minei, cons.com. delegato allo sport, Mario Stigliano ingegnere e podista, Vito Parisi, sindaco di Ginosa

di Nicola NATALE

Correre per contribuire a fermare le morti sul lavoro ed aumentare la consapevolezza della sicurezza sul lavoro. Questo è quello che farà l’ing. Mario Stigliano (36 anni)  per mille chilometri, la distanza che separa all’incirca Ginosa da Milano. 
Un tratto che non attraverserà integralmente in corsa, ma che è stato scelto per l’evocatività del numero. 
Gli infortuni mortali sul lavoro  sono stati 1.029 nel 2017, +1,1% rispetto al 2016. 
La partenza è fissata per lunedì 23 aprile intorno alle 9 da piazza 4 novembre a Ginosa, l’arrivo 5 giorni dopo a Milano all’arco della Pace in piazza Sempione
Il podista tesserato con la Runners Ginosa correrà per 42 chilometri al giorno, per sei giorni consecutivi. In alcuni tratti sarà accompagnato dai sostenitori dell’iniziativa, gli altri, la maggior parte li farà in solitaria. 
La preparazione atletica è iniziata a giugno dello scorso anno, ma “la fase organizzativa in 16 città” ha raccontato Stigliano “è stata ancora più dura”.


La singolare iniziativa denominata non a caso Run4safety, corsa per la sicurezza è stata presentata ieri (20 aprile) in Comune insieme al sindaco di Ginosa Vito Parisi ed al consigliere delegato allo sport Vito Minei. 
Gli stessi che lo accompagneranno in corsa inizialmente e per un breve tratto hanno specificato in conferenza. 
La corsa cade nella settimana mondiale della salute e sicurezza sul lavoro. Il ricavato delle donazioni, degli sponsor nonché della vendita della maglietta gialla che pubblicizza l’evento sarà destinato ad art4sport onlus, un’organizzazione che fornisce protesi ai bambini amputati necessarie per praticare sport. La maglietta è possibile acquistarla nelle 16 tappe, tutte segnalate sull’apposita pagina facebook. 
Per Mario Stigliano è essenziale comunicare questi temi in maniera innovativa in modo che continuino ad essere percepiti come una sfida da raggiungere: quella degli zero morti sul lavoro. 
All’iniziativa aderiscono anche il comune di Milano, la Regione Lombardia (92 i morti sul lavoro nel 2017) e l’ordine degli ingegneri. 
Anche il locale istituto San Giovanni Bosco-Deledda si è unito all’iniziativa, consapevole dell’importanza di formare fin da subito su questi temi i futuri lavoratori. 
Il cons. Minei parlando del numero di infortuni sul lavoro, 653.433 secondo dati Inail, ha evidenziato come molti di questi avvengano lavorando in “nero”, non coperti da alcun contratto. 
In Puglia nel 2017 sono state 48 le vittime, ponendo la regione al settimo posto nella triste classifica dell’incidentalità italiana. 
La corsa di Stigliano servirà a renderci tutti più attenti, consapevoli che la distrazione o l’inosservanza delle norme può costare molto cara. E che il tema del lavoro, ad iniziare dalla sua sicurezza, rimane centrale anche ai tempi dell’industria 4.0.

giovedì 19 aprile 2018

BILANCIO 2018-2020 APPROVATO. PRUDENZA O PIANTO GRECO?

GINOSA via Bandiera (zona artigianale).


QUOTIDIANO DI PUGLIA 18 APRILE 2018

di Nicola NATALE

Vincenzo Tarantini,
assessore al bilancio
(Movimento 5 Stelle)
Siamo stati bravi a sfruttare i fondi e prudenti”. 
Così ha esordito Vincenzo Tarantini assessore al ramo nel presentare in Consiglio Comunale il secondo bilancio dell’amministrazione 5 stelle. Evidenziando la riduzione della tassa rifiuti, la nomina di un avvocato dell’Ente e gli aumenti dei finanziamenti nel settore culturale, oltre allo stanziamento di 80mila euro per la compartecipazione comunale al finanziamento di opere strutturali
Tanti esempi di buona amministrazione come l’assunzione di sei nuove figure vanificati da chi trasforma l’aula consiliare in un tribunale amministrativo”.
Francesco Pizzulli,
consigliere comunale Pd
Pronta la replica del Pd con il cons. Francesco Pizzulli che fa notare come a quasi due anni “non si vedono i cambiamenti promessi”. Le opere pubbliche si sono fermate “alla rimozione delle macerie e alla costruzione di un centro di aggregazione, poi nient’altro”. 
Sulla stessa linea il cons. Vito De Palma (Forza Italia) che stigmatizza “l’utilizzo di finanziamenti mordi e fuggi, non certo programmati”. “Anche il bando per  la rigenerazione urbana è andato perduto pur avendo finanziato 60 comuni pugliesi, così come quello sulla tutela della biodiversità” ha rimarcato l’ex sindaco.
Vito De Palma,
consigliere comunale
Forza Italia.
Poi la questione del piano regolatore generale dei primi del 2000 invalidato da una sentenza del Consiglio di Stato, riapprovato ma ancora non esente da dubbi di validità ed adeguatezza. 
Anche le tre opere pubbliche programmate dall’amministrazione 5 stelle vale a dire l’adeguamento del Museo Santa Parasceve, la riapertura dei sentieri naturalistici costituiti dagli antichi tratturi e la ristrutturazione della delegazione comunale marinese hanno trovato l’opposizione a dir poco fredda.
Siamo al “pianto greco” per Forza Italia che ha peraltro ricordato come della capacità di indebitamento del Comune “siano sfruttati solo 200mila euro a fronte di 1,2 milioni di euro possibili”. 
Mantiene la strategia del “non voto” la lista Inglese che con il suo capogruppo ricorda la mancanza del rendiconto per capire “chi ha tirato la linea al bilancio precedente”. 
Sergio Basta,
capogruppo consiliare
Movimento 5 Stelle
Per il capogruppo 5 stelle cons. Sergio Basta le novità verranno dal prossimo piano di marketing “che metterà insieme pubblico e privato, ma non potrà prescindere dal tempo necessario e dal pianto greco di bilancio dal quale siamo partiti”. Mentre il finanziamento andato perso per la biblioteca “Community Library” all’interno dell’ex Convento Santa Parasceve (già palazzo della Cultura e prima ancora Comune) “sarà sicuramente recuperato da un prossimo rifinanziamento regionale di quello stesso bando”. 
Per la cronaca a quel bando il progetto del Comune di Ginosa ha totalizzato un punteggio di 17 punti contro i 30 del Comune di Castellaneta ed i 28 del Comune di Laterza. I revisori dei conti, presenti in aula, non sono stati interpellati per chiarimenti.
La discussione quindi è stata stringata non consentendo di capire in aula consiliare, al di là delle linee programmatiche generali esposte, quali siano nel concreto le previsioni di bilancio per il triennio 2018-2020. Bilancio di previsione che ad ogni modo è stato approvato con 11 voti favorevoli della maggioranza 5 stelleMaggioranza  che finora non ha espresso ufficialmente mai alcun distinguo con i suoi consiglieri sull’azione della giunta Parisi.
4 i voti contrari espressi da Forza Italia e liste civiche collegate (De Palma, Mongelli, Ratti) e Pd con Francesco Pizzulli. Presenti e tuttavia non votanti i due consiglieri avv. Cristiano Inglese e Rosaria Leserri.
QUOTIDIANO DI PUGLIA Edizione di Taranto 18 aprile 2018.

martedì 17 aprile 2018

RIAPRE I BATTENTI LO STABILIMENTO NATUZZI.

GINOSA (Taranto) - Stabilimento Natuzzi in contrada Bandiera.

QUOTIDIANO DI PUGLIA 17 APRILE 2018

di Nicola NATALE

All’indomani della riapertura dello stabilimento Natuzzi di Ginosa le reazioni sono di cauto ottimismo. 
Operai e cittadinanza sono sfibrati da una recessione che non ha fine e soprattutto non vede nuovi investimenti, né in città, né a Marina di Ginosa. 
Pertanto il cancello che si è riaperto nella grande zona artigianale di Ginosa, occupata solo per metà da aziende tutte locali, è forse il segno che qualcosa inizia a marciare nel modo giusto e gli accordi  sono finalmente rispettati.


L’ultimo era il verbale d’accordo sottoscritto a Bari del 22 dicembre del 2017 che fissava la riapertura dello stabilimento ginosino chiuso dal 2013 entro i primi 3 mesi del 2018. 
Tacciono le bacheche social dei gruppi sindacali che hanno lottato per giungere a questo risultato che, pur salvaguardando i lavoratori, ha lasciato dietro sé tante voci critiche e malumori.
Ma è stato l’effetto di una lunga e paziente opera di ricucitura del settore del mobile imbottito in Puglia. In direzioni che sono molto diverse da quelle preventivate.
Francesco Bardinella
Antonello Zicari
A Ginosa infatti non ci sarà più la lavorazione del poliuretano, né tantomeno una new.co., una nuova azienda. 
L’azienda, ci confermano Francesco Bardinella ed Antonello Zicari rispettivamente segretario e rappresentante fillea cgil, farà lavorazioni di divani classiche, senza l’apprestamento della moving-line, la catena automatizzata di assemblaggio presente in altri stabilimenti. Questo almeno nei primi tempi. 
Al lavoro ieri a Ginosa sono stati richiamati i dipendenti che erano in cassa integrazione in deroga a zero ore e coloro che hanno ottenuto direttamente una sentenza di reintegro, così come quelli rientrati in qualche modo nel bacino  della new.co, di cui molti diffidavano. 
Una piccola falange di 40 assemblatori, 30 cucitrici, ed alcuni tagliatori impegnati nella ripartenza dello stabilimento.
L’incognita rispetto alle mansioni, resta per gli altri lavoratori soggetti a limitazione di impiego: bisogna ricordare che la lavorazione del mobile imbottito, ai livelli espressi da Natuzzi come da altri produttori, non è esente da malattie professionali. Un altro tema di difficile risoluzione nel rompicapo rappresentato da una vertenza infinita che ha investito uno dei maggiori datori di lavoro pugliesi. 
Non bisogna dimenticare che nel resto degli altri stabilimenti i 2.121 dipendenti lavorano ancora in regime di contratto di solidarietà, quindi non a tempo pieno e rinunciando ad una parte corrispondente del loro stipendio. Tutto si sposta ora al nuovo incontro previsto per venerdì 20 aprile a Roma. 
La data di inizio per la presentazione di un ennesimo piano industriale “per capire se la dirigenza vuole continuare con gli investimenti”. 
Da più parti si solleva l’esigenza di ampliare l’orizzonte produttivo per Natuzzi, restando nel campo delle sedute imbottite ma non limitandosi ai soli divani. 
Le idee, ma per ora solo quelle, sono di provare a prendersi altri mercati e non rimanere schiacciati sulla produzione di un prodotto che ha reso Natuzzi famoso nel mondo ma ha anche lasciato a piedi molti suoi collaboratori, solo faticosamente rientrati. 
Bisognerà fare un ragionamento con l’azienda” dice Bardinella “anche alla luce dell’accordo fatto con Kuka per la distribuzione nella Cina Continentale, Hong Kong e Macao dei prodotti Natuzzi Italia e Natuzzi Editions. Capire insomma quali sono le prospettive del gruppo, Ginosa ad esempio, avrebbe dovuto costituire una diversificazione”.
QUOTIDIANO DI PUGLIA Edizione di Taranto 17 aprile 2018 pag.19

giovedì 12 aprile 2018

TURISMO, IN CRESCITA LA PUGLIA. SVETTANO BARI, VIESTE E LECCE.

GINOSA (Taranto) Via Giuseppe Garibaldi.

di Nicola NATALE


Il turismo come benzina dell’economia? 
Non è certo una scoperta, anche se in molti dubitano che possa essere sufficiente a contenere i numeri di una disoccupazione e precariato sempre crescenti. 
Tuttavia i dati forniti da Pugliapromozione e dall’Osservatorio Turistico fanno ben sperare, pur relegando complessivamente la Provincia di Taranto a Cenerentola di Puglia in materia di turismo. 
Dal 6 aprile sono online sul portale Pugliapromozione i dati definitivi e convalidati dall’Istat relativi al 2017. 
Dati molto interessanti, utili agli investitori, per capire dove i turisti si dirigono ed anticipare o addirittura invertire le tendenze, proponendo nuove mete. 
I dati sono quelli forniti dagli esercizi ricettivi della Puglia e potrebbero anche variare rispetto agli arrivi ed alle presenze reali non sempre registrate, pur se obbligatorie.
Ma anche con i soli dati ufficiali è un avanti tutta per il turismo in Puglia con un +4,8 degli arrivi complessivi (italiani+stranieri) e un +5,2% per i pernottamenti. 
Positivo anche il dato dall’estero che segna un +7,2% di turisti stranieri tra i quali spiccano per incremento quelli provenienti da Paesi Bassi, Australia, Stati Uniti e Germania. Un dato che sottolinea la strategicità degli aeroporti. 
Boeing 787 fonte Air Press.
Senza scali efficienti, direttamente e facilmente collegati alle località turistiche si condanna di fatto un territorio all’irrilevanza. 
I dati infine sono stati disaggregati per comune, paese estero o regione italiana di provenienza, tipologia ricettiva e mese. Fatta questa premessa è bene dare un’occhiata ai fogli excel per capire chi davvero ha numeri nei 258 comuni pugliesi. Regina incontrastata rimane Bari che, con 413.155 arrivi, dimostra come la concentrazione nella città capoluogo di attrattori di varia natura possa far premio anche sui beni artistici ed architettonici.
Una posizione di leadership che le viene sottratta da Vieste (in provincia di Foggia) che la stacca nettamente per presenze: 1.987.401 presenze contro le 779.130 del capoluogo regionale. 
A dimostrazione che il dato di Bari rimane profondamente connesso alla sua natura di porta d’arrivo e ad un’intensa attività nel campo mice, vale a dire riunioni, viaggi di incentivazione, convegni, esposizioni, oltre ad essere sede universitaria. 
E’ il caso di chiarire come gli arrivi in queste statistiche rappresentino il numero di clienti arrivati in un dato periodo, le presenze siano invece relative al numero di notti trascorse negli esercizi ricettivi. 
Vieste conquista anche il secondo posto in termini di arrivi (294.272) superando Lecce il cui barocco di chiese e palazzi e l’intensa attività culturale hanno fatto registrare 269.115 arrivi, con un dato sulle presenze di poco inferiore a quello di Bari: 779.130 contro 746.347. 
LECCE Basilica di Santa Croce

Da non dimenticare il dato di San Giovanni Rotondo: 217.905 arrivi e 402.958 presenze a conferma dell’importanza del turismo religioso legato alla figura di San Pio. 
Tra i restanti 4 capoluoghi di provincia i numeri degli arrivi si ridimensionano e di molto: 
Taranto 87.482, Brindisi 73.922 arrivi, Foggia 61.205, Trani 41.171 nonostante la splendida Cattedrale di San Nicola pellegrino e tallonata a poca distanza da Andria (nel cui territorio sorge Castel del Monte) e Barletta. 
Emergono in termini di arrivi (ma non sempre superano i capoluoghi provinciali) altre località che invece sono ben radicate nell’immaginario legato alla Puglia:
Fasano 151.271, Otranto 148.876, Gallipoli 117.063, Ugento114.428, Alberobello 116.123, Ostuni 98.998, Peschici, 96.765, Monopoli 96.457, Polignano a mare 86.452, Carovigno 78.047, Porto Cesareo 64.205, Castellaneta 62.683, Rodi Garganico 52.821, Manfredonia 42.720, Mattinata 40.277, Castellana Grotte 28.469.
Fonte: QUOTIDIANO DI PUGLIA Edizione di Taranto del 12 aprile 2018
E’ una classifica complessa in cui però un dato emerge chiaro: il successo turistico è sì legato al mare, ma anche alla validità delle proposte ricettive ed alla presenza di altri fattori di attrazione come dimostrano il caso di Bari e quello di Lecce. 
Insomma in Puglia si può investire ancora nel turismo, c’è spazio nell’offerta ricettiva di qualità ma mancano ancora simboli architettonici, artistici o paesaggistici universalmente riconosciuti. 
Per questo bisogna lavorare e bene sul campo della promozione ma non trascurando la conservazione e fruibilità dei beni attrattori, alcuni di fatto sconosciuti come le Gravine del Tarantino. 
Senza tralasciare di crearne di nuovi, perché la Puglia non possa essere considerata solo per il suo passato o per il suo mare.
Ad ogni modo il dato relativo al posizionamento della Puglia tra le restanti 19 regioni italiane resta lontanissimo dal podio occupato dal Veneto, non solo in termini di presenze. 
In particolare, “il Meridione tutto insieme attrae appena 5 miliardi di spesa, sostanzialmente quanto fa da solo tutto il Veneto” dice uno degli ultimi rapporti pubblicati nel 2017 dal Touring Club insieme ad Unicredit. 
C’è insomma ancora molto da fare anche in termini di “sentiment” di affezione in cui spicca la Basilicata (2° posto) e la Puglia si colloca poco sopra la media italiana al 10° posto.