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giovedì 22 febbraio 2018

CASTELLO E FONTE, LA PROTEZIONE ARRIVA DAL MINISTERO.



GINOSA - Castello normanno o Palazzo baronale circa 1080 d.C.
    (photo courtesy of De Paolis)

QUOTIDIANO DI PUGLIA 21 FEBBRAIO 2018*

di Nicola NATALE

Salvare i beni culturali non solo dal degrado, ma anche dai sismi. Sì ma come? 
Investendo sul territorio ed utilizzando al meglio le quote restanti del 2017 del Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale. 
LATERZA - Il condotto che dalla sorgente 
sotto il Santuario di Laterza porta le acque 
alla fontana medievale dei D'Azzia.
A beneficiarne saranno il Castello normanno o Palazzo baronale di Ginosa, eretto inizialmente come torre fortificata nel 1080 circa d.C. e il complesso della Fonte “Venere”, che porta l’acqua sorgente dal Santuario alla più nota fontana medievale al termine di via Concerie.
I finanziamenti di cui ieri ha dato notizia il Ministero in seguito alla rimodulazione sono “fondi immediatamente disponibili spendibili per piani antisismici e azioni di restauro su beni culturali segnalati dal territorio”. 
Non è stato inutile quindi il lavoro svolto dalle amministrazioni locali in concerto con le Soprintendenze per segnalare l’esigenza di intervenire “presto e bene” su beni simbolo non solo per le città ospitanti, ma per tutta la Regione. 
Non manca Taranto con il complesso di San Domenico.
 
In particolare a Ginosa è stata finanziata, sempre per quanto riguarda il Castello Normanno, con 50mila euro la verifica del rischio sismico unita alla riduzione delle vulnerabilità e con 700mila euro l’intervento di messa in sicurezza, consolidamento e restauro. 
A Laterza sarà il complesso della Fonte “Vetere” a beneficiare di 80mila euro per la prevenzione del rischio sismico. 
LATERZA - Fontana del 1554 d.C. 
Anche qui sarà possibile la verifica del rischio, la riduzione delle vulnerabilità ed il restauro. 
Le risorse stanziate oggi”  ha dichiarato il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini “segnano un importante traguardo con il primo, grande piano di prevenzione del rischio sismico per i musei statali e la messa in sicurezza del patrimonio culturale nazionale”. 
Si tratta infatti a livello nazionale di 597 milioni di euro che andranno a finanziare, oltre al piano antisismico, numerosissime azioni per la riqualificazione delle periferie urbane e il restauro di beni culturali. 
E' una prima buona notizia, soprattutto per Ginosa, che sconta lunghi anni di disinvestimento sul territorio. 
Il Castello Normanno era divenuto con il parziale restauro conclusosi nel 2013 un bell’esempio di riuso di un bene culturale ed architettonico di indubbio fascino e bellezzaA partire dalla vista che si gode dalle sale e dal pianoro retrostante: sotto le due gravine di Casale e Rivolta, in lontananza il Golfo di Taranto. 
Nelle sue sale furono avviati oltre dieci corsi con l’Opificio delle arti e dei mestieri finanziato nell’ambito di Bollenti Spiriti. Dopo il crollo della vicina via Matrice il 21 gennaio del 2014 restò solo il silenzio e la dichiarazione di inagibilità. 
LATERZA
L'ispezione condotta nel 2012.
Anche Laterza vede premiato il suo qualificato sforzo di valorizzazione dei propri beni. 
E il complesso della fonte Vetere è uno dei luoghi più suggestivi di Laterza che si pensa di unire al turismo esperienziale con il percorso all’interno del condotto. 
Una specie di Laterza sotterranea da percorrere in stivali e tuta calandosi nel condotto che conserva anche alcune scritte risalenti al tempo della seconda guerra mondiale quando fu utilizzato anche come rifugio. Il tracciato fu ispezionato nel 2012 dal prof. Pietro Grimaldi e dall’arch. Francesca Clemente ma è la fontana tutta a meritare attenzione e tutela. Soddisfazione è stata espressa da entrambe le amministrazioni comunali dei due centri distanti solo sei chilometri.

*versione originale ed integrale.

QUOTIDIANO DI PUGLIA del 21 febbraio 2018
Edizione di Taranto pag.23

giovedì 8 febbraio 2018

LATTE, ILARY E ALTRE STORIE. Si rallegra la zootecnia laertina.


Un momento post premiazione di Valrose Diamondback Ilary presso Fieragricola Veronafiere.
(photo courtesy of Francesca Bitorsoli 2 febbraio 2018)








QUOTIDIANO DI PUGLIA 8 FEBBRAIO 2018
versione integrale

di Nicola NATALE

E’ un periodo senza dubbio positivo per l’immagine di Laterza. 
Lo conferma anche il recente premio ottenuto a Verona da due giovani allevatori Donato e Domenico Nuzzi per la loro vitella dal nome altisonante: Valrose Diamondback Ilary. 
I due si sono imposti al Dairy Open Holstein Show presso Fieragricola Veronafiere (competizione dedicata alle frisone) conquistando il primo posto nella categoria riservata ai capi con età compresa tra 6 e 9 mesi. E partecipando anche alla mostra nazionale della razza bruna, un classico degli allevamenti italiani per le mucche da latte.
Donato e Domenico Nuzzi
Ci andiamo sempre, con le brune da quasi quarant’anni, con le frisone da circa sette anni” dice Donato ricordando che la loro attività è portata avanti da generazioni”. 
I criteri con i quali le giurie valutano sono soprattutto morfologici e spesso “basta un colpo d’occhio a giudici esperti per capire se gambe, struttura, costato ed altri parametri sono vicini all’eccellenza”. 
Ma quanto costa partecipare? 
Per le fiere nazionali c’è un contributo per il trasporto e l’alloggio da parte dell’associazione regionale allevatori e da parte della Regione, tutto il resto è a nostro carico”.
E a parte la soddisfazione qual è il ritorno? 
Noi vendiamo anche manze, vacche o maschi di un certo livello e questa è una grande vetrina”. 
L’azienda dei Nuzzi, come tante nella zona, è specializzata nella produzione di latte, mentre altre si indirizzano nell’allevamento destinato ad animali da carne. Il loro latte è destinato a caseifici locali specializzati nella produzione di latticini, diventati un’eccellenza pugliese nota in tutta Italia e non solo.
Un settore per nulla marginale come dimostra anche la diatriba originatasi tra Puglia e Campania in seguito al riconoscimento della denominazione di origine protetta per la “Mozzarella di Gioia del Colle”. 
Mozzarella la cui zona di produzione annovera in provincia di Taranto anche Laterza oltre a Castellaneta,  Crispiano, Martina Franca, Massafra e Mottola. 
Ma vittorie a parte, quanto è trasparente il mondo del latte? 
In questi giorni è commercializzato sugli scaffali di molti esercizi del Tarantino, latte che dalle immagini e dal nome si presume lucano. 
Peccato scoprire poi che, al di là dell’azienda pugliese che lo commercializza, il latte proviene da Paesi Ue, l’Italia è solo il paese di condizionamento. E soprattutto lo stabilimento di lavorazione corrisponde per codice alla Centrale del Latte della Toscana con sede a Firenze. 
Altro che latte locale, chilometro zero e compagnia bella. 
A illuminare questa situazione contribuisce Nuzzi: “siamo favorevoli a qualsiasi tipo di tracciabilità, se uno vuole comprare latte della Germania è bene che lo sappia, il microfiltrato a 49 euro comprato a cartoni nei discount va bene, ma la gente deve sapere che è latte di scarsissima qualità”. 
QUOTIDIANO DI PUGLIA
Edizione di Taranto 8/2/2018
Non è un po’ troppo vaga come definizione? Non se si specifica che si tratta di latte disidratato, ridotto in polvere e poi reidratato per immetterlo in commercio
Una delle lamentele degli allevatori locali riguarda proprio il prezzo di ritiro: “con 40 centesimi al litro iva esclusa, prezzo ora in calo,  riusciamo a stare sia pure con difficoltà in equilibrio, ma tutto dipende dalla Germania, se questa esporta in Russia e Cina polveri di latte siamo a posto, se questo rimane in Europa, noi ne paghiamo le conseguenze”. 
I problemi per gli allevatori locali rimangono gli stessi: “costi della manodopera, del gasolio, burocrazia strangolante, opprimente”. 
Cosa fare allora? 
Riabilitare l’immagine degli allevatori, siamo umiliati, criminalizzati, mentre abbiamo la legislazione più stringente in Europa per controlli sanitari, profilassi, monitoraggi sul latte e sulle materie prime”.

lunedì 13 novembre 2017

CROLLO DI VIA MATRICE, NON C'E' DATA PER IL RIPRISTINO. Intervista all'assessore Emiliana Bitetti.

GINOSA Via Matrice - Il tratto "percorribile" accedendo da via Alcanices.


QUOTIDIANO DI PUGLIA 13 NOVEMBRE 2017

di Nicola NATALE

Emiliana Bitetti,
assessore al centro storico
e rigenerazione urbana di Ginosa
(Giunta Parisi)
*Emiliana Bitetti, classe 1989, architetto laureatosi al Politecnico di Bari è il quinto assessore della giunta monocolore 5 stelle guidata dal sindaco Vito Parisi. 
La sua nomina con delega al centro storico e alla rigenerazione urbana è arrivata a settembre del 2017, circa un anno dopo l’insediamento della giunta, anche per superare la vera e propria impasse che si registra nei due settori affidati.

Sono passati quasi quattro anni dal crollo di via Matrice del 21 gennaio 2014. L’intervento non ha più le caratteristiche di urgenza o lo ritenete ancora tale, anche giuridicamente?

L’intervento è di estrema urgenza ed è vitale per il futuro delle nostre comunità.  
Lavoriamo quotidianamente affinché le famiglie, le persone, costrette a vivere fuori casa da quasi quattro anni, ritornino a casa loro. 
Però è fondamentale la collaborazione di tutte le istituzioni affinché questo avvenga.

Non ritiene che tutti i documenti che hanno accompagnato la gestione di questo disastro dovrebbero essere resi pubblici, compresi gli allegati delle delibere? 

Ciò che è stato trattato da questa Amministrazione  in merito alla questione è stato reso pubblico. 
Ovviamente continueremo ad impegnarci al massimo per il futuro in termini di trasparenza e condivisione degli atti.

Che rapporto ha con il comitato centro storico?

Ad oggi non ho ancora avuto modo di relazionarmi con il comitato. 
Ma l’incontro avverrà a breve; ai cittadini bisogna dare risposte certe, per questo ho intenzione di fare un punto sulla situazione assieme alle Autorità coinvolte, considerato che è volontà di tutta l’Amministrazione rivedere quanto prima la “zona rossa” affinché i ginosini  tutti possano ritornare a vivere il nostro centro storico.


Sul sito comunale la sezione commissione centro storico è ferma alla pubblicazione dell'ordinanza del febbraio 2015, perché non aggiornarla?

L’ordinanza del febbraio 2015 non è stata aggiornata poiché ancora valida.

La zona rossa interdetta all’accesso ha mostrato micro-spostamenti o indebolimenti secondo i rilievi tecnici finanziati o non ci sono state variazioni di rilievo?

Sommariamente non ci sono variazioni di rilievo del quadro fessurativo, ma lo stato di allarme non è cessato. 
Ce lo dimostra il crollo di una piccola porzione della volta di un fabbricato collocato nell’area di cantiere qualche settimana fa, già segnalato in quanto pericolante. 
Questo è solo un episodio che si può tenere sotto controllo, ma ciò non toglie che bisogna muoversi con massima cautela, nell’ottica di un intervento di consolidamento più ampio che puntuale.

La zona rossa potrà essere ridimensionata o senza seri interventi di consolidamento e regimentazione delle acque è destinata sempre più a sfaldarsi?

L’obiettivo è quello di ridimensionare la zona rossa in tempi brevi, per farlo siamo pronti ad assumerci delle responsabilità, ma lo dobbiamo fare con cognizione di causa. 
Di qui la scelta di dotare Ginosa, per la prima volta, del Catasto Grotte elaborato da un nucleo di coordinamento tecnico e corredato da uno studio geologico e idrogeologico attuale fatto dal Prof. Piccinni e dal suo team di professionisti. Dobbiamo avere consapevolezza della stato dei luoghi e delineare nuovamente, in base a ciò, le zone a rischio.

Di quanti ulteriori studi sulle gravine e sul centro storico di Ginosa avremo bisogno prima di veder ultimati  i lavori di consolidamento dei punti fragili?

Gli approfondimenti fatti sono necessari a definire il rischio e richiedere finanziamenti per la messa in sicurezza. 
Il fine dello studio è quello di dimostrare agli Enti preposti alla tutela del territorio, la conoscenza dello stato di pericolosità e degli interventi da attuare. 
Non è un caso che il nostro Comune non abbia mai goduto dei finanziamenti necessari alla messa in sicurezza, nonostante le alluvioni e i crolli che partono dal 2009. 
Nel cantiere di Via Matrice la Direzione Lavori, ha trovato e monitorato 32 cavità poste su diversi livelli di grotta, per lo più sconosciute fino al momento del crollo, che sono state minuziosamente rilevate e classificate per livelli e pericolosità. Quindi gli studi fatti ci permetteranno anche la candidatura a dei finanziamenti per la messa in sicurezza del territorio.

Sembra che la progettazione della seconda fase per il ripristino del tratto crollato di via Matrice sarà affidata all’arch. Pietro Laureano. 
Ha un’idea anche vaga di quanto ci vorrà per la progettazione, per appaltare ed infine compiere i lavori?

Procediamo per step. 
Per andare avanti con la seconda fase dei lavori è necessario concludere la prima: salvo imprevisti, i tempi tecnici dovuti ad una variante in corso d’opera sono pressoché ultimati, perciò a breve ripartirà il cantiere. 
Una volta conclusa, ed avviata la progettazione della seconda fase, sarà più facile fare una stima del tempo necessario alla conclusione dei lavori.

I proprietari danneggiati sono stati risarciti o tutto è legato all’evolversi delle inchieste e dei procedimenti legali?

I proprietari danneggiati hanno potuto fare richiesta di risarcimento per il danno subito alla Protezione Civile subito dopo l’alluvione.

Il progetto di riqualificazione prevede una zonizzazione per settori su quattro livelli.
Alcuni architetti la ritengono un’idea superata e propendono per un’idea di centro storico pensato soprattutto per la gente del posto che vuole viverci….

Il progetto si modella in base alle esigenze della comunità, senza perdere di vista il carattere vocativo del luogo e la morfologia del territorio. Una “zonizzazione” non esclude la possibilità che la gente possa continuare a vivere a tutto tondo il luogo a qualsiasi ora della giornata.


GINOSA - Castello Normanno, vista da sud dei volumi aggiunti al mastio iniziale in ben 9 successive fasi storico costruttive.


Il Castello Normanno del 1080 d.C. circa è ancora a rischio?

La facciata a sud-est del Castello risulta essere ancora a rischio come anche altri punti del manufatto in estremo pericolo. 
È importante sottolineare come la stabilità della struttura non dipenda dal “buco sulle fondamenta” poiché quello corrisponde ad  muro di tamponamento di una cavità che si sviluppa al di sotto del Castello, cavità chiusa in passato e che non fa parte delle fondazioni. 
Destano più preoccupazioni alcune pareti della struttura che presentano segnali di degrado strutturale molto gravi come il ribaltamento della facciata dovuto ad un eccesso di carichi a cui sono state sottoposte nel tempo, agli agenti atmosferici ed alla totale assenza di manutenzione. 
Per mettere in sicurezza un manufatto così composto ed articolato, bisognerebbe partire dal basso, ovvero dal consolidamento del suolo e quindi della parte basamentale per poi salire fino alle coperture.

* versione originale.


QUOTIDIANO DI PUGLIA Edizione di Taranto pag.14 del 13 novembre 2017

giovedì 19 ottobre 2017

CONGRESSI, IL PD DI LATERZA: "TUTTO SOSPESO, MA LA CANDIDATURA DI LOPANE RESTA".

LATERZA, sede del Pd in via Cormons.
Da sx Vito Massaro (direttivo) Aldo Tucci (segretario) Valeria Macri (segreteria).


QUOTIDIANO DI PUGLIA 19 OTTOBRE 2017*


di Nicola NATALE

Il Pd di Laterza conferma il suo “disagio” per quanto riguarda le vicende che stanno accompagnando la celebrazione del congresso provinciale. 
Da sx Giampiero Mancarelli 

(renziano)  e Gianfranco Lopane (Fronte Dem filo Emiliano).
Come è noto, anziché una candidatura unitaria si fronteggiano al momento Gianfranco Lopane (area Emiliano) e Giampiero Mancarelli (area Renzi), in corsa per l’elezione a segretario provinciale. 
Essenziale però è che al congresso provinciale si arrivi con i congressi dei circoli cittadini già celebrati ed è proprio qui che si è inceppato il meccanismo. 
Aldo Tucci
segreteria pd Laterza.
È un componente del circolo laertino Aldo Tucci (28 anni) a chiarire che il circolo “non celebrerà per il momento alcun congresso, pur mantenendo forte il sostegno alla candidatura a segretario provinciale del sindaco di Laterza Gianfranco Lopane”. “Candidatura non ritirata ed a tutti gli effetti ancora valida pur se sospesa” precisano dalla sede Pd di via Cormons a Laterza. 
Il sindaco però in conferenza stampa non c’è e nemmeno si vedono rappresentanti dei circoli dei comuni vicini. 
Il Pd di Laterza” assicurano Tucci e Valeria Macri, membro della segreteria “si uniformerà senz’altro a quanto è stato deciso dalla commissione regionale di garanzia in accordo con il nostro sindaco”. 
Valeria Macri,
segreteria pd Laterza.
Successivamente è lo stesso consigliere provinciale Sebastiano Stano, presente in conferenza stampa, a diffondere la nota del presidente della commissione regionale di garanzia Francesco Cuna. Nota nella quale si precisa chiaramente che “i congressi della provincia di Taranto non possono essere celebrati fino alla valida certificazione della anagrafe degli iscritti”. 
Certificazione che potrebbe avvenire addirittura dopo le elezioni politiche con un probabile commissariamento della segreteria provinciale di Taranto, come sostengono alcuni. 
A meno che non si proceda nel frattempo a certificare gli iscritti da Bari (tempo scaduto oggi) o da Roma, in ogni caso invalidando la certificazione decisa a maggioranza semplice e non qualificata dal Pd tarantino.
QUOTIDIANO DI PUGLIA
Edizione di Taranto
19 ottobre 2017
Non ci saremmo mai aspettati di arrivare a questo punto, non stiamo dando una bella immagine all’esterno, quando ci sono ben altri problemi, a partire dall’Ilva che attanagliano la nostra Provincia” aggiungono da Laterza. 
Per Valeria Macri “vista dall’esterno questa nostra posizione può suonare come un ritiro di Gianfranco ma non è così, poiché ci si è aggrappati a cavilli, con la scusa di non avere tessere reali, noi sappiamo solo che abbiamo i numeri e le persone per fare un ottimo risultato e, in una competizione leale, vogliamo partecipare per vincere”. 
Intanto però non è chiaro se sussistono ulteriori ricorsi presso commissione nazionale di garanzia. Ricorsi che potrebbero ancora riguardare l’anagrafe unica provinciale con le relative tessere, mentre sembrerebbe esaurita la fase dedicata alla legittimità delle candidature. 
Tutto resta sospeso quindi in attesa delle decisioni di Roma e i congressi locali finora celebrati restano invalidi. 
Che senso ha del resto confrontarsi in un congresso in cui l’altra parte non c’è?” si chiedono a Laterza. 
Non ci spieghiamo questa forzatura sulla segreteria se non pensando ad altre questioni di carattere politico, in primis le elezioni nazionali”conclude Vito Massaro.

* versione originale ed integrale

lunedì 9 ottobre 2017

A PIEDI PER GRAVINE. ANCHE GINOSA NEL CAMMINO MATERANO.


Il cammino materano con le 4 vie proposte da In Itinere.


di Nicola NATALE

Andare a piedi, quasi una provocazione nel mondo odierno. Ed invece è proprio quanto suggerisce In Itinere, una cooperativa che da Andria ha sviluppato cinque cammini, percorsi di mobilità lenta attraverso la Puglia e non solo.

GINOSA Teatro Alcanices 7 ottobre 2017.
Serata di presentazione della tappa ginosina del "Cammino Materano".
Sabato scorso a Ginosa presso il teatro Alcanices  la presentazione della tappa ginosina del “Cammino materano” che partendo da Brindisi e scegliendo la via ellenica, arriva fino a Matera.
Leonardo Giancipoli al suo arrivo alla
Catedral de Santiago il 9 agosto del 2016.
L’iniziativa è partita da Leonardo Giancipoli, un agente di commercio ginosino con la passione per i cammini, tanto da essere diventato un pellegrino abituale di uno dei cammini al momento tra i più famosi al mondo, quello che conduce a Santiago De Compostela in Spagna. 
Si deve a lui e ad Angelofabio Attolico, presidente di In Itinere ed esperto di progettazione territoriale e beni culturali (come a tanti altri camminatori) l’inserzione di Ginosa nel cammino che in provincia di Taranto tocca anche Martina Franca, Crispiano, Massafra, Mottola, Palagianello Castellaneta, Laterza.
Ginosa, la città avvolta dalla sua lunga gravina è la penultima tappa prima dell’arrivo a Matera, comunque raggiungibile anche attraverso la Via Peuceta (Bari-Matera), la via Sveva (Trani-Matera) ed infine la via Dauna (Da Lucera a Matera). Ma aprire un “cammino” hanno spiegato i relatori “non è immediato”. 
Bisogna tracciare il percorso almeno con un po’ di vernice nei punti di bivio ed è indispensabile che i Comuni toccati e la loro popolazione tengano poi il percorso pulito. E’ quanto ha fatto nei mesi scorsi l’amministrazione comunale presente ieri con l’assessore ai lavori pubblici Nicola Piccenna e il consigliere comunale delegato allo sport Antonio Minei. 
A concludere gli interventi l’ing. Giulio Pinto del Club Unesco di Ginosa. 
LA GRAVINA DI GINOSA
Aggiunta in extremis al cammino materano, ultima tappa prima dell'arrivo a Matera.
Angelofabio Attolico,
presidente di In Itinere.
Dal successo di questo cammino che si addentra nella Terra delle Gravine potrebbe arrivare un inaspettato flusso turistico, di alta qualità spirituale e non solo economica. 
Secondo i dati citati da Attolico “tra i camminatori è frequente incontrare persone dalle alte qualifiche professionali che scelgono di viaggiare in questo modo non per risparmiare, ma per un turismo esperienziale che incontri non set precostituiti ed un po’ finti, ma la vera natura e la gente che vive intensamente i luoghi in cui passano i cammini”. Naturalmente il passo successivo sarà allestire “un piccolo alloggio per la sosta, all’inizio basterà anche una camera ampia dotata di qualche letto a castello ed alcune docce, magari a disposizione di qualche associazione, poi starà all’intraprendenza ed alla cura dei locali aggiungere il resto”.
Il timbro della tappa laertina.
Fondamentale sarà il supporto dell’Info Point di Ginosa e di Laterza per timbrare il passaggio dei pellegrini con un logo tutto da ideare per il quale In Itinere ha già lanciato una sorta di concorso di idee da far pervenire attraverso i suoi canali internet e social.
Le strisce in vernice disseminate lungo il percorso potrebbero divenire nel frattempo piccole tessere in maiolica laertina con il logo di Ginosa. 
Il “Cammino Materano” potrebbe portare (si spera) ad un rinnovato interesse verso il Parco regionale omonimo mai effettivamente partito.