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sabato 28 aprile 2012

LATERZA, VITO CRISTELLA. DOPO LA SCLEROSI ANCHE IL RETINOBLASTOMA DEL FIGLIO.

dall'articolo del Quotidiano del 26 Aprile 2012
di Nicola NATALE
Vito Cristella
Avevamo lasciato Vito Cristella di Laterza a combattere con la sua sclerosi multipla.
Con un video che martellava nella testa “Continuo a lottare” che in pochi mesi aveva scalato le classifiche dei gradimenti su youtube.
Lui è un ragazzo di 24 anni che non avrebbe mai pensato di trovarsi a combattere con un male impietoso e con un sistema che non gli riconosce nemmeno la miseria dell’assegno mensile per andare avanti. In più nella sua particolarissima situazione ha avuto un figlio dalla sua giovanissima ragazza, il piccolo ha ora 8  mesi. Ma, colmo delle sfortune, è malato anche lui.
Diagnosi impietosa dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma: retino-blastoma monolaterale.
Vito l’abbiamo incontrato di recente, arrabbiato per il conto salatissimo che la vita gli ha presentato, ma più che determinato a lottare per ottenere un aiuto di cui non può più fare a meno.
Ci mostrò un bastone e una rabbia senza pari per l’aiuto mai sufficiente. Il suo precedente lavoro l’ha perso, le procedure dell’assistenza sociale, sempre complicate per i numerosi abusi di questi anni, non sono sufficienti a colmare un’emergenza duplice, sanitaria ed economica.
Vito non può lavorare che poche ore al giorno e comunque solo lavori leggeri. Una missione impossibile nel deserto occupazionale che anni di buon governo hanno lasciato in Italia e più in particolare al sud.
Sclerosi multipla significa stanchezza e debolezza continue, tre punture di interferone a settimana, quattro giorni a letto e due di relativa normalità. Inoltre per la minore età della mamma Vito deve recarsi personalmente a Roma per almeno due volte a settimana e questo implica costi non indifferenti che non possono essere più sopportati dalle famiglie coinvolte.
Attualmente il bambino segue un ciclo particolarmente avanzato di cure anche per evitare che il tumore si estenda all’altro occhio.
A Bari purtroppo non è possibile ottenere quel tipo di trattamenti che implicano strumentazioni particolari e professionalità dedicate.
Insomma un caso veramente particolare che ancora una volta è costretto a rivolgersi all’aiuto privato anziché a quello pubblico.
In breve chi vuole può aiutare Vito ricaricando la sua carta Postepay n°40236006257741360, sarà un contributo anche per quel video che narra di ragazzi travolti dalle difficoltà della  vita ma che rifiutano di farsi abbattere.
Anche quando alla grande partita della vita si scopre di avere avuto pessime carte.